La panchina rossa contro la violenza

La panchina rossa contro la violenza

“Il coraggio di dire basta, la forza di lottare e di non rimanere in silenzio” è questo il messaggio per la Giornata contro la violenza sulle Donne. Gli eventi organizzati in tale occasione sono stati due: nel primo, svoltosi il 22 novembre, la relatrice Jasmine Milanesi, analizzando il mondo del cinema, ha presentato in maniera brillante e coinvolgente quanto la donna rimanga ancora vittima di un meccanismo estremamente maschilista e nocivo sul piano sociale, culturale e lavorativo. La presentazione ha coinvolto e colpito l’animo dei presenti dando il via ad una vivace discussione.
Il secondo evento è stata l’inaugurazione della panchina rossa, presso il Parco Spadazze. Una panchina, pensata e fatta dalle donne dell’Amministrazione per tutte le donne, un simbolo contro ogni tipo di violenza: fisica, psicologica, verbale e anche sentimentale; un ricordo per tutte le donne che hanno perso la vita; uno stimolo per tutti coloro, sia donne che uomini, che stanno subendo violenza e abusi.
La panchina è un modo per dir loro: non siete sole. Non abbiate paura di chiedere aiuto, avete il diritto e il dovere di liberarvi dalle catene dei mostri che sono al vostro fianco.
Vivere una storia non significa indossare una maschera o recitare un copione. Significa rispettare, amare, parlare, confrontarsi, chiedere e perdonare.
In tanti casi succede che la donna cerchi di salvare il proprio partner da paure e demoni che lo lacerano dentro e che per non affrontarli li cela dietro la forza che esprime attraverso la violenza.
Non si può salvare chi non vuole essere salvato e non è giusto che una donna paghi anche con la vita le debolezze del proprio compagno.
La panchina vuole anche essere un appiglio per tutte le ragazze e le giovani donne che, trasportate dall’entusiasmo della giovinezza, faticano a riconoscere i segnali latenti della violenza.
Dietro una sensazione, a volte, si cela la verità e un dettaglio può nascondere la realtà: la persona che ci si ritrova a fianco può non essere quella giusta.
Perché la violenza fisica è sicuramente più facile da riconoscere e lascia sulla pelle i segni più evidenti.
Ma la violenza psicologica, la violenza verbale e la violenza sentimentale, che si nascondono negli gli angoli più oscuri di un rapporto e di una persona, infliggono segni meno evidenti, ma altrettanto dolorosi e difficili da dimenticare.
Dobbiamo avere tutti il coraggio di dire basta e abbiamo il dovere morale di aiutare chi è vittima di violenza.
Amare è rispettare, non distruggere!

error: Content is protected !!