Bilancio consuntivo 2019: mossi i primi passi

Bilancio consuntivo 2019: mossi i primi passi

Il bilancio 2019, approvato pochi giorni fa dal Consiglio Comunale, è la fotografia di un anno di passaggio, un anno elettorale con l’elezione del nuovo Sindaco. Di solito rappresenta un tempo lento, senza grandi turbamenti. Si chiude con un’esperienza e si prepara il nuovo corso.
Il 2019 non è stato così!
Nello scorso esercizio si è dovuto ripianare il maggior disavanzo creatosi nel 2018 oltre ad approvare una manovra correttiva di 130.000 €: il dissesto bussava alla nostra porta.
Con quell’intervento si è interrotto un pericoloso rotolamento verso il basso dei conti e si è iniziato lentamente a risalire la china. Un percorso lungo ed il passato pesa e rischia di pesare anche di più visto la Corte dei Conti ci ha chiesto dettagli per l’anno 2017 ove ci sono aspetti critici che potrebbero evidenziare deficit già presenti in quell’esercizio che devono essere ancora ripianati.
Dimenticando questa spada di Damocle, dobbiamo chiederci se tutti questi sforzi abbiano permesso di rialzare la testa e stabilizzare la situazione.
La risposta è affermativa. I numeri del bilancio 2019 evidenziano il ritorno degli equilibri ma la situazione straordinaria è ancora lontana dall’essere risolta. Molte parti della vita del nostro Ente presentano delle carenze ancora evidenti sia sotto l’aspetto strategico che infrastrutturale.
Non esiste la bacchetta magica: soltanto con pianificazione, condivisione, attenzione e persistenza si può pensare di cambiare questa situazione che presentava debolezze evidenti con il rischio concreto di compromettere la capacità dell’Ente di erogare servizi.

ENTRATE 2019: 3.812.737,30

  • Utilizzo Fondo Pluriennale Vincolato di parte corrente: 673,75€
  • Utilizzo Fondo Pluriennale Vincolato di parte capitale: 6.153,65€
  • Avanzo di amministrazione applicato: 2.375,47€
  • Entrate correnti di natura tributaria, contributiva e perequativa: 1.511.715,17€
  • Trasferimenti correnti: 170.766,12€
  • Entrate extratributarie: 467.451,86€
  • Entrate in conto capitale: 149.347,41€
  • Entrate da riduzione di attività finanziarie: 0,00€
  • Accensione di prestiti: 0,00€
  • Anticipazione da istituto tesoriere/cassiere: 1.504.253,87€

SPESE 2019: 3.616.491,79

  • Disavanzo di amministrazione ripianato: 38.709,34€
  • Spese correnti: 1.939.327,54€
  • Spese in conto capitale 78.788,42
  • Spese per incremento di attività finanziarie: 0,00€
  • Rimborso di prestiti: 55.412,62€
  • Chiusura Anticipazioni da istituto tesoriere/cassiere: 1.504.253,87€

Vediamo i macro numeri. Incominciamo a guardare la situazione in parte corrente. Le entrate correnti sommano a circa 2.150.000 € mentre le spese correnti arrivano a 1.940.000 € circa e tenuto conto dei rimborsi della quota di capitale dei mutui e altre voci marginali otteniamo un equilibrio di parte corrente di circa 119.000 €. Abbiamo un equilibrio positivo anche di parte capitale con circa 12.000 €. L’equilibrio finale ammonta a 132.000 € circa e con l’equilibrio complessivo positivo di 28.000.
E il disavanzo di cui tanto si è parlato?
Esiste ed è reale e il nostro Ente lo sta gestendo dal 2015. È un disavanzo molto particolare sia nella sua origine che nella sua gestione. Nasceva dal riaccertamento straordinario dei residui (le somme dell’ente che non aveva incassato o pagato antecedenti all’anno 2015, attenzione non che non esistevano ma soltanto che non avevano ancora generato cassa) e restava collegato dalla capacità d’incasso/pagamento degli stessi. Proviamo con a spiegare con una semplificazione e di far comprendere quale fosse l’idea del legislatore.

Supponiamo che l’Ente nell’anno x debba incassare per le multe 100 € dai verbali rilevati dalla polizia locale. Di questi 100 ne incassa soltanto 30, sappiamo bene quanto è lungo il processo per d’incasso, ma questa lentezza comporta che l’anno successivo si genereranno altri 100 € per i nuovi verbali, di cui come prima solo 30 € entreranno nella casse, mentre dei vecchi 70 € solo 40 € diventeranno incassi ma ne resteranno ancora 30 da incassare. Se spingete questo meccanismo nel tempo si crea uno zoccolo di titoli di incasso che faticano ad essere monetizzati. Il Legislatore ponendo attenzione su queste voci, che stanno tutte sul lato delle entrate, obbliga l’Ente, fintanto quanto queste somme restano nel bilancio, ad accantonare delle somme da destinare all’eventuale mancato incasso secondo un calcolo definito per legge. Certamente un accantonamento prudenziale ma questo meccanismo crea il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità e va ad incidere sulla gestione ordinaria.

Oggi il questo fondo ammonta a 628.000 € di cui circa il 20% degli accantonamenti riguardano la TARI e il 76% le sanzioni amministrative.
Per questo meccanismo a causa del riaccertamento del 2015 si era creato un disavanzo di 191.115,09 € e per questo la legge aveva permesso un piano di rientro 30ennale con un passo annuo di 6.370 €.
Purtroppo però il pessimo risultato del 2018 aveva spinto questo disavanzo a 197.971,93 €, il peggior dato di sempre. Decisi gli interventi del 2019 dove sia attraverso il disavanzo riaccertato del 2018 ed imputato all’esercizio 2019 e sia per il cambio di passo nella gestione ordinaria ci siamo portati a 157.000 €, meglio anche del pianificato che traguardava 159.000 €.

Ecco le singole voci di spesa in sintesi:
• Funzionamento del Comune circa 511.000 €
• Polizia Locale circa 110.000 €
• Pubblica istruzione 555.000 €: di cui 120.000 € per asili nido e scuole materne; 144.000 € per la scuola primaria di primo e secondo grado e 210.000 € per i servizi ausiliari di cui 191.000 € per la mensa scolastica (a fronte d’incassi per 149.000 €). Per i temi collegati Cred, Post scuola, piano diritto allo studio 81.000 €.
• Attività collegate alla cultura 65.000 €
• Attività collegato allo sport 26.000 €
• Territorio ed edilizia abitativa 20.000 €
• Ambiente 295.000 €: di cui la voce principale è la gestione rifiuti 280.000 euro.
• Viabilità ed Infrastrutture 161.000 €: di cui 120.000 € circa per l’illuminazione pubblica.
• Protezione Civile 4.900 €
• Servizi sociali incidono 216.000 €

Entrate:
• Entrate tributarie 1.511.000 €: di cui IMU 437.000 €; addizionale IRPEF 316.000 €; TARI 362.000 € e TASI 47.000 €
• Trasferimenti 171.000 €
• Entrate extra tributarie 467.000 €: di cui mensa scolastica 149.000 €; sanzioni amministrative 104.000 €

Interessante e vedere come si sviluppa la copertura dei servizi a domanda individuale ovvero quanto paga il cittadino con le tariffe e quanto mette il Comune:

E di seguito lo scuolabus con una copertura del 7,50% la più bassa tra i servizi erogati:

In sintesi i conti del 2019 evidenziano:
• Che registriamo un miglioramento complessivo degli equilibri
• Che la fase straordinaria è lontana dall’essere superata
• Che siamo deve essere fatto ancora molto per migliorare l’incasso arretrato dell’Ente
• Che si può mantenere una qualità media del servizio alta senza compromettere la parte economica


La strada è lunga ed il 2020 non è un anno facile: non lo è per le sofferenze che hanno colpito la nostra comunità, non lo è perché ci ha lasciato un senso profondo di incertezze e precarietà sia sociale che economica e non lo è anche per il nostro bilancio che assorbe tutti gli effetti che ci hanno sconvolto. Questo ultimo aspetto influenzerà molto gli obiettivi dell’anno ma sicuramente sarà fatto tutto il necessario per continuare questo percorso virtuoso iniziato nel 2019.

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