In memoria delle vittime della pandemia da Coronavirus

In memoria delle vittime della pandemia da Coronavirus

21.02.2021: oggi, ad un anno esatto dall’inizio della pandemia. Una data che non si può dimenticare, una data che ha cambiato la vita di tutti noi.
Ognuno si ricorda dov’era e cosa stava facendo quel venerdì 21 febbraio di un anno fa.
Alla notizia del primo ricoverato a Codogno, trasferito poi d’urgenza a Pavia in rianimazione – il famoso paziente 1 – ricordo esattamente di essermi subito confrontata con il Presidente della Proloco e il Parroco: la domenica era in programma il Carnevale, che tanto aveva impegnato i graffignanini e i bambini aspettavano…

Prudenzialmente, con le poche informazioni che avevamo, abbiamo deciso di sospendere il Carnevale, il post-scuola del sabato mattina e di annullare anche l’evento pomeridiano per i bambini in biblioteca.
Ricordo di aver ricevuto nella notte tra il 21 e il 22 questi messaggi, da un caro amico “… domani mattina, senza allarmismi, vai a fare la spesa di barattolame, tonno, acqua e candele. Barattolame a lunga scadenza. Mi raccomando, mascherina sempre. FFP3“.

Poi la convocazione del Prefetto per il sabato pomeriggio: con noi c’erano anche il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, che ci ha preannunciato la delimitazione della “zona rossa” per Codogno e i paesi vicini, e l’assessore regionale Pietro Foroni.
Domenica 23 febbraio la convocazione urgente in Regione del Presidente Attilio Fontana e la prima ordinanza firmata con il Ministro della Salute Speranza. Gli amici stranieri già scrivevano preoccupati per quanto stava succedendo in Italia: avremmo, nostro malgrado, fatto scuola per gli altri.

Stava succedendo tutto velocemente, troppo velocemente, e nessuno era preparato ad affrontare il virus cinese e quella che sarebbe diventata una pandemia mondiale.

Sono seguiti gli innumerevoli DPCM e le ordinanze per limitare e contenere il virus, le chiusure forzate delle attività commerciali e produttive, la “sospensione” della nostra quotidianità.
Le numerose distribuzioni di mascherine, gli aiuti ai cittadini in difficoltà, le raccolte alimentari, l’istituzione del conto corrente di solidarietà e tutte le altre iniziative sono nate spontaneamente e Graffignana ha risposto come sempre con il cuore ed in modo generoso.

Non si può davvero comprendere cosa abbia provato da Primo cittadino in quei momenti e in questo tremendo anno, consapevole di avere sulle spalle il peso di un’intera comunità.
Quante le paure, le ansie e i pensieri che hanno accompagnato le lunghe notti e quante lacrime versate ogni qualvolta accedevo alla piattaforma Ats Covid-19 alla vista di una nuova vittima… 8 ad oggi i graffignanini che ci hanno lasciato, troppi…

Non si può dimenticare quanto abbiamo vissuto e quanto la pandemia abbia messo a dura prova la nostra comunità, il nostro territorio prima degli altri e le nostre relazioni interpersonali.
Le sirene delle ambulanze che suonavano, le voci e l’angoscia dei famigliari dei cittadini ricoverati che raggiungevo al telefono per portare un po’ di conforto rimaranno per sempre nella mia memoria…come la prima vittima ufficiale di quel maledetto virus, un “gigante del volontariato” graffignanino, un uomo che si è tanto speso per gli altri e che ha lasciato un grande vuoto nelle associazioni di cui faceva parte… e poi tutte le altre vittime, che hanno lasciato un vuoto incolmabile nel cuore della propria famiglia.
Un’esperienza che ha cambiato ciò che siamo e che saremo per sempre, un’esperienza che ci deve insegnare che nessuno si può salvare da solo.

Tutti insieme abbiamo fatto comunità, ci siamo aiutati e supportati: un prezioso aiuto ci è stato offerto dalle forze dell’ordine, dal nostro comando dei carabinieri di Borghetto e dal suo impareggiabile comandante Giaconella, dalla nostra Protezione Civile e dai suoi volontari che tanto si sono spesi in quei drammatici giorni e che ancora oggi operano attivamente, dalle nostre associazioni qui rappresentate, dai dipendenti comunali, dagli amministratori comunali e dai graffignanini che hanno rispettato le regole. Tutti impegnati per aiutare gli altri e per limitare il contagio.

Voglio ricordare lo straordinario impegno profuso dai sanitari, dai medici e infermieri, dai farmacisti ai volontari della croce bianca e croce rossa che hanno supportato e accompagnato i nostri ammalati e che hanno condiviso con i famigliari delle vittime l’angoscia di non aver potuto salvare tutti… Un dolore inspiegabile che si porteranno negli anni.

A tutti loro e alle vittime di questa tragedia, 95.486 in Italia, 8 a Graffignana, dedichiamo, a futura memoria, la lapide che oggi qui inauguriamo quale ricordo di un evento che ha gravemente colpito l’intera comunità graffignanina e che ha cambiato per sempre la nostra vita.

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